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Pécs
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mwfqPécscite-ref-2[2] ([ˈpeːʧ] , in mwhatedesco: mwhqFünfkirchen; in mwhgserbo: Печуј, mwhwPečuj; in mwiacroato: mwiqPečuh; in mwiglatino: mwiwSopianae o mwjaQuinque Ecclesiae; in mwjqitaliano storico mwjgCinquechiese), dislocata vicino al confine mwjwcroato, è con i suoi mwka156 801 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] la quinta città dell'mwlqUngheria e capoluogo della regione mwlgBaranya.

A livello economico, conosciuta a livello nazionale è la sua produzione di birra e di porcellane. La mwmamanifattura di porcellane Zsolnay di Pécs è celebre, tra l'altro, per aver fornito le tegole policrome che divennero l'elemento distintivo dell'architetto ungherese mwmqÖdön Lechner.

Contents

Storia
Musei
Sport
Calcio
Note

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Storia

Le origini

Pécs è una delle città più antiche dell'Ungheria ed era già luogo d'insediamento in epoca preistorica. Prima dell'arrivo dei mwogRomani vissero qui mwowCelti e mwpaIlliri. Al tempo della dominazione romana la città divenne, a partire dal mwpqIII secolo d.C., la capitale della provincia della mwpgPannonia Valeria. In seguito la città si chiamò mwpwQuinque Ecclesiae, da cui deriva il nome italiano della città (Cinquechiese).cite-ref-3[3] Il nome ungherese mwraPécs ha probabilmente origine dalla parola turca mwrqbeş ("cinque"). mwrgSopianae deriva dalla parola celtica mwrwSop, che significa "palude". La città si pensa abbia avuto ai tempi dei Romani circa 8-10mwsa 000 abitanti. A prima del mwsqIV secolo risale l'arrivo del mwsgcristianesimo, come testimonia il mwswcimitero paleocristiano del centro della città.

Epoca medievale

Alla fine del IV secolo la dominazione romana finì per effetto delle invasioni dei barbari e degli mwvgUnni. Dopo giunsero gli mwvwAvari e popolazioni slave, poi il territorio entrò a far parte dell'mwwaImpero carolingio. Verso il mwwq900 arrivarono gli mwwgUngheresi. La città porta i segni di tutte queste presenze, a cui si aggiunsero poi quelle lasciate dai mwwwTurchi ottomani.

Nel mwxq1009 il re mwxgsanto Stefano fonda la mwxwdiocesi di Pécs. Nel mwya1367 a Pécs è stata fondata la prima università ungherese, la quarta più antica di tutta l'mwyqEuropa centrale. La vita universitaria di Pécs è vivace e gode di fama internazionale.

Dal mwyw1543 al mwza1686 Pécs fu sotto la dominazione dell'mwzqImpero ottomano; di questo periodo sono rimasti ben conservati molti edifici monumentali, nel frattempo anche restaurati. mwzgEvliya Çelebi scrittore ottomano, visitò Pécs, che descrisse come una fiorente città mercantile.

Epoca moderna

L'aspetto attuale della città è però quello del mwaqXVIII secolo, dopo la fine della dominazione turca e delle guerre di riconquista portate avanti soprattutto dagli mwagAsburgo.

In particolare, la città deve il suo aspetto alle riorganizzazioni urbanistiche e alle costruzioni architettoniche volute dai grandi vescovi-mecenati romano-cattolici, che fino al mwba1780 (anno in cui Pécs fu dichiarata dalla regina mwbqMaria Teresa d'Ungheria mwbglibera città regia) ne erano anche i governatori. In particolare i padri della città possono essere considerati i vescovi mwbwGyörgy Klimó ("il più attivo mecenate di Pécs nel XVIII secolo", secondo lo storico locale Boros) e mwcaPál László Eszterházy e il loro canonico mwcqJózsef Koller, grande studioso ed appassionato d'arte.

mwcwGyörgy Klimó guidò la mwdadiocesi e la città di Pécs per quasi tre decenni, dal mwdq1751 al mwdg1777 e fu lui a fissare le direttrici principali entro le quali il mecenatismo artistico dei vescovi di Pécs si sarebbe realizzato nei decenni successivi, all'insegnamwdw – per usare un'espressione pronunciata nel mwea1804 dal canonico Koller - "della romana norma". Fu lui a tentare la riapertura dell'università, la più antica dell'Europa dell'Est, che però riaprirà soltanto nell'mweqOttocento. Il vescovo Klimó riuscì, invece, nell'intento di costituire una grande biblioteca, la prima aperta al pubblico in Ungheria. Sfruttando i suoi rapporti con Roma e Vienna, Klimó organizzò una biblioteca di ben 15.000 volumi. Quando giunse a Pécs nel mweg1752, egli trovò l'interno della cattedrale di S. Pietro, risalente ai secoli mwewXI e mwfaXII, completamente inutilizzabile, e subito espresse l'intento di restaurarla. Per prima cosa chiese a Maria Teresa 5.000 fiorini "ut desolatis Ecclesijs in Bonis Episcopatus hujus existentibus, quae causarum potius, quam Mysteriis Divinis dicatarum Aedium speciem referunt". Nel mwfq1756-mwfg1758 e nel mwfw1762 portò avanti alcuni lavori di restauro, mentre nel mwga1769 venne chiamato l'architetto viennese mwgqNicolò Pacassi, allievo di Nocolaus Jadot. Risalgono a quell'epoca, per interessamento del Koller, i lavori alla cattedrale dello scultore trentino Giuseppe Antonio Sartori (mwha1712-mwhq1792). A Klimó si deve anche l'organizzazione, assistita da un esperto giardiniere, il fiumano Matteo Kartiza, dei giardini della città, specialmente quelli ubicati lungo l'attuale via Győző Dischka (che nel mwhwXIX secolo era ancora chiamata Aloe-Gasse).

Il paolino mwiqPál László (Paolo Ladislao) dei conti Eszterházy portò avanti l'opera iniziata da Klimó, ad esempio commissionando nuove opere a Giuseppe Antonio Sartori. La sua maggiore realizzazione fu la costruzione del Palazzo dell'Archivio e della Biblioteca vescovile.

Alla morte del vescovo Eszterházy i lavori furono quindi portati avanti sotto la direzione dallo stesso Koller, che riuscì a coinvolgere anche il già celebre architetto mwjaMihály János Pollack (Vienna, mwjq1773-Pest, mwjg1855), fratellastro di mwjwLeopoldo Pollack (Vienna, 1751-Milano, mwka1806), autore tra il mwkq1790 e il mwkg1795 del mwkwPalazzo Reale di Milano. Al giovane Pollack si deve il progetto di restauro neoclassico della cattedrale, completato nel mwla1825.

Successivamente, con lo sviluppo industriale dell'Ottocento, la città venne arricchita di nuovi edifici. I restauri neoclassici della cattedrale furono smantellati per ricreare lo mwlgstile romanico originario, e la città si abbellì di molti edifici di mwlwstile liberty. Oggi Pécs è una delle più belle città ungheresi.

Nel mwmq1882 venne ultimata la costruzione della linea ferroviaria Budapest-Pécs. Dopo la mwmgprima guerra mondiale fu capitale della mwmwRepubblica serbo-ungherese di Baranya-Baja, e rifugio dei comunisti ungheresi, sfuggiti all'ira di mwnaMiklós Horthy. Fu restituita all'Ungheria il 25 agosto mwnq1921. Dopo la cessione di mwngBratislava alla mwnwCecoslovacchia dall'Ungheria dopo la firma del mwoaTrattato del Trianon l'Università di Pozsony si trasferì a Pécs.

Geografia fisica

Pécs è situata nel sud-ovest dell'Ungheria alle pendici meridionali dei monti mwowMecsek, non distante dalla frontiera con la mwpaCroazia.

Società

Secondo il Censimento del mwpw2011, l'84% della popolazione era ungherese.

Monumenti e luoghi d'interesse

• mwswCattedrale dei Santi Pietro e Paolo (del XI sec. e ristrutturata nel XIX sec.)
• Moschea di Gazi Kasim Pascià, attualmente mwtgChiesa della Madonna della Candelora, è un edificio di culto ottomano costruito tra il mwtw1543 ed il mwua1546 sulla centrale piazza Széchenyi.
• Moschea di Yakovali Hassan Pascià
• Palazzo vescovile
• Teatro nazionale mwva(Nemzeti Színház) di mwvqAdolf Lang e Antal Steinhardt (inaugurato nel mwvg1895)
• mwwaCimitero Paleocristiano, un complesso cimiteriale notevole di epoca tardo-romana e camere sepolcrali cristiane arcaiche dipinte, dichiarato nel 2000 mwwqPatrimonio culturale dell'umanità dell'mwwgUNESCO.
• Numerosi monumenti, piazze pittoresche, cortili interni e caffè all'aperto di sapore e fascino mediterraneo.
• mwxqGiardino botanico dell'Università mwxgJánus-Pannonius JPTE)
• mwyaLa porta dalle mille serrature
• Istituto di ricerca di enologia e viticoltura (FVM Szőlészeti és Borászati Kutatóintézete Pécs) con una delle maggiori collezioni al mondo di viti per uva da vino e da tavola (circa 1.200 tipi)

Cultura

Pécs è mwzgsede vescovile e città universitaria, nonché centro rilevante per una minoranza linguistica tedesca e terra di nove minoranze etniche con una propria amministrazione autonoma.

Pécs è considerata una delle più belle città ungheresi, la sua collocazione favorita dal clima ai piedi dei mw0amonti Mecsek e i parecchi edifici monumentali danno al luogo un'atmosfera eccezionalmente mediterranea. Il 19 ottobre 2005 la città ha vinto il concorso internazionale per il titolo di mw0qmw0gCapitale culturale europea 2010 ed ha organizzato, congiuntamente alla città mw0wtedesca di mw1aEssen e alla mw1qregione della Ruhr e ad mw1gIstanbul, degli eventi per quest'anno di capitale culturale.

Istruzione

A Pécs ha sede il maggiore liceo bilingue italo-ungherese di tutta l'Ungheria, ben più grande (per numero di docenti e studenti) anche del famoso "mw2qSzent László" di Budapest. Probabilmente le ragioni di ciò sono storiche, poiché Pécs è la più vicina all'Italia tra le grandi città ungheresi.

L'mw2wUniversità di Pécs è una delle più antiche d'Europa, risalente al 1367.cite-ref-0-4-0[4] L'istituto è una destinazione oggi popolare per gli studenti internazionali.cite-ref-5[5]cite-ref-0-4-1[4]

La partecipazione di Pécs ai mw6qGiochi senza frontiere fu l'occasione per il pubblico europeo, in particolare quello italiano, di conoscere le bellezze artistiche e paesaggistiche della città e diede inizio ad un afflusso di turisti.

Musei

• Museo di mw7wVictor Vasarely
• Museo di mw8qAmerigo Tot
• Museo di Jenő Kerényi
• Museo di Zsolnay
• Il mw9qLapidario romano

Infrastrutture e trasporti

Inoltre Pécs è un importante nodo ferroviario e cuore di una regione industriale (mw-qcarbone, mw-guranio, mw-wcuoio, mw-aceramica, mw-qbirra, mw-gsigarette e componenti elettroniche). L'mwaqaindustria mineraria nel frattempo è stata smantellata e ora questi terreni sono in fase di riconversione in mwaqeterreni agricoli.

Dal dicembre mwaqm2003 Pécs è provvista di un mwaqqaeroporto civile nel sobborgo meridionale di Pogány con diritti d'approdo per velivoli fino a 40 tonnellate.

Amministrazione

Gemellaggi

Osijek, dal 1973
Fellbach, dal 1986
Graz, dal 1989cite-ref-6[6]
Cluj-Napoca, dal 1990
Kütahya, dal 1981
Lahti, dal 1956
Lione, dal 1998

Peterborough, dal 199?
Seattle, dal 1991
Terracina, dal 1996
Tucson, dal 1992
Melfi, dal 2010
Grenoble, dal 1992
Aradcite-ref-7[7]

Sport

Calcio

La squadra principale della città è il mwarmPécsi Mecsek.

Curiosità

mwarcPécs Árkád è il più grande centro commerciale di Pécs. Il mwargcentro commerciale è stato inaugurato nel marzo mwark2004 e ospita su una superficie di 35.000mwaro m² 130 negozi regionali ed internazionali.

Galleria d'immagini

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwauu(mwauymwaucHU) mwaugmwaukMagyarország közigazgatási helynévkönyve 2012 (mwauomwausPDF), su mwauwksh.hu, KSH. mwau0URL consultato il 10 settembre 2012.
cite-note-22. citereftreccani-pecsmwavemwaviPécs, in mwavmTreccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. mwavqURL consultato il 3 agosto 2024.
cite-note-33. mwavgmwavkmwavoPécs nell'Enciclopedia Treccani, su mwavswww.treccani.it. mwavwURL consultato il 19 luglio 2023.
cite-note-0-44. mwawi(mwawmmwawqEN) mwawumwawyUniversity of Pécs, Hungary, su mwawcwww.study.eu. mwawgURL consultato l'8 giugno 2022.
cite-note-55. mwawwmwaw0mwaw4University of Pécs | International Centre, su mwaw8international.pte.hu. mwaxaURL consultato l'8 giugno 2022.
cite-note-66. mwaxqmwaxumwaxycittà gemellate dal sito di Graz, su mwaxcgraz.at. mwaxgURL consultato il 19 dicembre 2010 mwaxk(archiviato dall'mwaxourl originale l'8 novembre 2009).
cite-note-77. mwax4mwax8mwayacittà gemellate dal sito di Arad, su mwayeprimariaarad.ro. mwayiURL consultato il 29 novembre 2010 mwaym(archiviato dall'mwayqurl originale il 24 settembre 2015).

Bibliografia

• mwaygMaurizio Tani, La rinascita culturale del ‘700 ungherese. Le arti figurative nella grande committenza ecclesiastica, Roma, Gregorian & Biblical Press, 2005, ISBN 978-88-7839-018-8.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• (HU) Sito ufficiale, su pecs.hu.
• citerefbritannica-com(EN) Pécs, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwazuAeroporto di Pécs, su airport-pecs.hu.